Parla, comunque
Parla comunque,
non voglio stordirmi
di silenzio...
Mi gelano gli spifferi
d'indifferenza,
il distacco,
al mio non poter ascoltare
neanche una voce,
diventa insopportabile
e demoni lanciano
avvisaglie
di supponenza
al mio cuore mite,
che brama in questo momento
solo frasi anche irrisorie,
comuni, senza profondità...
Non importa.
Devo riempire il vuoto in me
di pensieri impazienti
che vogliano come scolaresca
indisciplinata uscire
a vedere se fuori ancora piove
o se un sorriso
abbraccia finalmente
facendo rumore nel cuore.
©
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Commenti (2)
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veronica de tommaso29 marzo 2011
molto apprezzata questa tua poesia che mi parla di un'insofferenza al silenzio che conosco così profondamente, quando è indice di indifferenza, tanto da far desiderare comunque parole per di sentire un po' di "rumore nel cuore" che copra il freddo dell'assenza di attenzione.
Splendido Leotta Michele30 marzo 2011
percezione di fondo in meravigliosa estensione... complimenti
