Sorella d'Italia
Silvia Pozzi
76 poesie pubblicate
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Rido e piango
se leggo il quotidiano:
l'umanità indignata
protetta da piccoli ministeri
e grandi uomini
(o forse è il contrario).
Ma io comunque penso
con dignità rispetto i patti
studio e mi adatto.
Sono una brava cittadina
separo la carta...
Attacchi che ledono
un paese abbandonato
sempre meno schierato
ferito malato.
Sono sola
in fuga
nella guerra quotidiana
di proteste e attese
di sogni infranti
di politiche folli
ci abbracciamo affranti.
Aspetto domani
con l'unico commiato:
"distinti saluti..."
e chiudo il giornale
comprato per parlare.
Si campa si ride
ho perso la mira
ma cerco ragioni
ipocrita vinta
taccio rapita
di fronte al paese
si bello e perduto
mi curo le unghie
e tiro avanti...
©
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L'autore
Silvia Pozzi
non sono crudele, sono solo veritiero-l'occhio di un piccolo dio...era Sylvia Plath Specchio. Le mie poesie sono un'affacciata alla finestra con tutti i sensi, nuda e avida d'amore...cerco costantemente cerco di cogliere il senso in un attimo "divino" di parole che come musica possano toccare l'anima di chi le legge. E
Commenti (2)
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U
Ugo Mastrogiovanni30 marzo 2011
Molti italiani condividono i tuoi versi, molto meno chi ci governa, purtroppo!
Silvia De Angelis30 marzo 2011
Nello squallore assoluto che sta vivendo il paese si cerca di tirare avanti alla meglio cercando di sopravvivere al malessere imperante...

