Monologo
Alessandro Labriola
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Lambisco con entrambe le braccia
il Metodo -me l'hanno insegnato
le ritrosie perverse del buon avvocato,
le smanie del giovane inetto - ho provato i costumi tutti
degni e indegni; (anche il randagio)
Vedo scindere le vie opposte innanzi
e aggiungo:
queste proposte mi lasciano insoddisfatto.
Io marinaio nel sollazzo d'acque putride - son già perso!
ch'io mi sforzi son sempre cane: datemi briciole!
Niente giacche o castelli prego,
Io rifuggo i saloni e le danze.
Son di quei tipi molli a cui piace sperare
e sperperare. - inutile! (e inutilmente!)
Gioia mi dà ciò che criticate
e ciò che scartate dò in pasto
alle mie chimere - altro che sogni!
Contaminata oramai è la Visione
non cerco né biasimo né ragione;
- mi rivolgo ai Dottori...
pregate, siate felici! Adorate virtù! - esaltatele sempre!
Ciò che è giusto diffondete alle piazze.
Niente lustrini o indulgente "vita sana",
io son distruttore con mani deboli
e membra ancor più provate - lasciate perdere dunque
il cane... lasciatelo pasteggiare
ch'egli spreme silente quel po' dalle sue ossa;
seppur miserevole allo sguardo dei belli,
troverà nei vicoli un po' di sazietà.
Seppellirà i resti dell'oscena condotta
in buche fangose e poco profonde,
non disturberà...
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Alessandro Labriola
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