Goffa scusante
Fragore cambiamento, striscio per terra sventolando la Divina Commedia.
La città eterna vestita con un abito da sposa sporco di sangue.
Non vedo più il buffone di corte annunciare il re della mitezza.
Campi profughi, vigneto indonesiano,
spalla a spalla, come Rivoluzione e Consumismo.
Andirivieni mentali, oro nero del microcosmo letterario.
Tradimento oscuro, angoli di vita notturna,
spazzatura dell'impero dell'arroganza popolare.
Quale imbarazzo di antiche divisioni.
Quale diritto ho di gridare il mio dissenzo in mezzo al deserto?
Replica dell'elogio senza disagio.
Perchè mai sono insoddisfatto dello scritto di Cicerone?
Difficile dirlo.
Sullo sfondo verde, privato giorno, attraverso nubi soffitto,
la luce del tramonto cancellata dall'equo giudice.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!