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Riflessioni 30 marzo 2011 · lettura 2 min · 1516 letture

Scacchi

Giovanni Facchetti 127 poesie pubblicate
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Si fronteggian i Re sulla scacchiera come fosse una battaglia per la vita e il giocator perdente si dispera per la svista che ha deciso la partita e meditando sulla posizion fatale che prima della fine avea raggiunto, dà solo colpa a quell'error banale per non aver racimolato il punto, quasi mai ammette l'altrui bravura che è come dir d'aver meno intelletto, del parer dell'avversario non si cura, sempre alto, a scacchi, di sé il concetto. Per mitigar la sconfitta che è cocente mentre l'anima dall'ira è scossa non fa che ripeter nella sua mente "perché non ho fatto l'altra mossa" E poi la notte quando il sonno tarderà, è la rabbia che procura un tramestio, fino a che Morfeo non sentirà pietà nella testa avrà dei pezzi il turbinio, cavalli e alfieri volteggian da folletti per conquistar la casa nera o bianca, per quella notte saran scacchi maledetti per poi tornar un gioco che mai stanca. Vincer inebria come fosse esaltazione giocar bene diventa quasi un arte ogni partita sa regalar nuova emozione fortunato chi di 'sto mondo ne fa parte.
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Giovanni Facchetti
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