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Fiabe 31 marzo 2011 · lettura 2 min · 1797 letture

Il lupo e l'agnello

Giovanni Facchetti 127 poesie pubblicate
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In cima a una collina un lupo assai vorace s'accingeva a bere l'acqua di un ruscello ma chi ha troppa fame non si sente in pace neanche se ha bevuto peggio di un cammello, guardando più giù a valle vide un agnellino che alquanto temerario si stava dissetando Il lupo golosone pensava al bocconcino e già la carne tenera si stava pregustando, per assalir l'agnello cercava un buon pretesto perché anche i cattivi hanno una morale ma a tacitar coscienza fanno sempre presto per loro è assai vicino il confin fra bene e male, e cominciò col dire alla tenera creatura: "Stai sporcando l'acqua che poi io devo bere" Rispose l'agnellino tremando di paura: "forte e grosso lupo, come puoi vedere tu sei molto in alto e l'acqua lì è pura, poi scende verso me e tu già l'hai bevuta" Si sa che l'arroganza è l'arma dei potenti e la logica del mite non vien riconosciuta e coprir ogni ragione con urla od espedienti quando è chiaro il torto, è cosa risaputa. Così quella bestiaccia con fare minaccioso gridando a più non posso, sgarbato continuò: "Sei mesi fa ricordo mio piccolo moccioso che tu mi hai insultato, perciò ti mangerò" La povera bestiola che flebile avea la voce rispose che a quel tempo non era manco nato cercando di scampare a quella fine atroce ma tenue la speranza di essere ascoltato. Non volle sentir ragione, quel lupo prepotente e prima che la preda potesse replicare disse: "certo era tuo padre, or mi torna in mente" in un balzo gli fu addosso e cominciò a mangiare.
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Giovanni Facchetti
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Commenti (1)

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veronica de tommaso31 marzo 2011

piacevolissima lettura di questa fiaba conosciuta ma resa davvero bene... tra l'altro divertente molto poco perché fa soprattutto riflettere... grande la terza strofa! complimenti...