Senza catene
Intonando il mio peana
vado avanti questa sera,
non è gioia o esaltazione
ma lenta nota di preghiera,
e la ferita arde
là dove si muove il vento tra le canne
mentre un imberbe pargolo
urla il suo dolore.
Questo tempo pagliaccio
spegne la paura tra sorrisi e lazzi
incorniciando una lacrima
che mal celata muore.
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Commenti (1)
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Arelys Agostini31 marzo 2011
Una lírica que evidencia la cara del dolor y la pena que muchos llevamos dentro, que enmascaramos para no mostrar a ese mundo que nos circunda, en vez de ello, metemos la mascara de la sonrisa, de la indiferencia, haciendo creer que tenemos un corazón de plomo, cuando en realidad no es mas que un pan que se deshace delante al dolor. Apreciadísima lectura.
