Ci piega un vento rapido di stelle
Penso:
ora guardo, oltre il gesto sconsolato
della rugiada che mi corrompe
e chiedo:
a che serve parlare
se non ad accrescere la notte?
Ci piega un vento rapido di stelle
volto a quel crepuscolo ascendente
orzato a babordo da rossi veli
là
su quel cantuccio sghembo dell'orizzonte.
Soprattutto la notte
ci si diceva tutto di noi
(o pensavamo fosse facile)
accudivamo solo un nero baleno
pronto a fracassarsi nel sesso.
Si tornava lenti, al crepuscolo
un pugnale amaro ci esplorava di nude occhiate
ci vestiva in mai bastanti carezze, stremati
preparandoci a nuova morte
e a rinascere
ogni giorno, ogni istante
in presenza e in solitudine
di noi
senza respiro
senza scorte.
©
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L'autore
malaluna
sono una maschera dietro la maschera scrivo sull'acqua: ciò che scrivo si assorbe e si cancella
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