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Famiglia 2 aprile 2011 · lettura 1 min · 4252 letture

Amniocentesi

Rosy Marchettini 709 poesie pubblicate
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Ricurva su me stessa medito su colpe che, forse la vita, mi attribuisce ma non sento mie Io, figlia della Terra senza patria, senza nome io, io..., congenite colpe posson ricadere su chi, dopo di me, da me, avrà vita Figlio di figlia analizzato da capo a piedi esiti positivi non soddisfan brama di perfezione certezze ed ancor certezze nella medicina si cercan Copiose lacrime scivolano lungo il volto, non le asciugo più lascio che cadano con i pensieri d'annullar la vita Un fendente nel costato mi ha inflitto chi, nel ventre, ho protetto, da chi, tenendo per mano, alla vita ho accompagnato Amniocentesi per comprovare la perfezione d'una creatura che già amo Amniocentesi per ricordarmi che posso aver colpe di cui non conosco provenienza io, figlia della sola Terra io, madre che rinnegar me stessa vorrei Amniocentesi ...
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mia figlia mi ha detto: faccio l'amniocentesi poichè, essendo tu adottata, non conosciamo le tue malattie ereditarie... mi sono sentita morire, volevo morire penso che non l'abbia detto per farmi male, ma per me è stata una pugnalata al cuore, pur riconoscendo la realtà

L'autore
Rosy Marchettini

Buongiorno a tutti! sono nata a Roma 68 anni fa, mi sono sposata a 20 anni ma sono divorziata Ho due femmine di 47 e 46 anni ed un maschio di 41 mi ha regalato due nipotini ed in arrivò il terzo mentre la seconda figlia mi ha regalato Matilde una bimba che oggi ha 14 anni Per motivi di lavoro ho vissuto in Africa (

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Commenti (10)

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G
Gianny Mirra2 aprile 2011

E' un duro colpo, basso direi, ma come si fa aricorrere a sistemi del genere solo per il fatto che una madre è stata adottata e quindi non ne si conoscono le malattie. Vedo che questa società asettica ha perso quasi del tutto i valori umani per far posto a stupidaggini scientifiche. Una lirica che mi ha sconvolto e commosso per la crudeltà della situazione. Applausi poetici all'autrice.

Angela2 aprile 2011

Partecipo con tutto il mio cuore al dolore di questa mamma e quasi nonna la cui la vita non è stata benevola nei suoi riguardi Vorrei ricordare che se colpe ci sono non sono assolutamente le sue ma di altri: di chi l'ha abbandonata e sopratttto di chi nulla ha fatto per evitare che ciò accadesse. Vorrei ricordare che potrebbe essere anche colpa di nessuno ma di circostanze avverse e succede anche che un abbandono altro non è che un atto d'amore estremo e doloroso per regalare un futuro migliore ad una creatura a cui si è consapevoli di non poter donare nulla (è un concetto discutibile ma spesso è una decisione che avviene in un momento di disperata solitudine ) . L'amniocentesi è importante si curano malattie anticipatamente

f
filiberto2 aprile 2011

Un dolore, un tormento causati da parole che non sono dette per offendere o rinfacciare qualcosa, ma spesso solo per superficialità e che comunque fanno molto male. Versi che afferrano e coinvolgono in sentimenti e momenti di ansia ai quali non si può sfuggire. Lirica pura che scaturisce dal cuore diquesta grande poetessa. Segnalata.

Silvia De Angelis2 aprile 2011

Talvolta i nostri figli, con atteggiamenti non del tutto riflessivi, ledono la nostra sensibilità, non rendendosi conto del male che procurano dentro l'anima...

Danielinagranata2 aprile 2011

...anima bella e sensibile tu colpe non ne hai capisco quanto male possono averti fatto queste parole e come sono rimaste nel tuo cuore di mamma letta con commozione

Luigi Arcopinto2 aprile 2011

Meravigliosa ed intensa lirica... Profondamente apprezzata. La conservo, tra le mie più belle!

spesso i figli agiscono senza pensare alla sensibilità di una madre. Non lo fanno certo per arrecare doloro, ma solo per la loro giovane età e anche perché questa epoca in cui viviamo è sicuramente basata più sul materiale che sui sentimenti (purtroppo). Versi molto sentiti ...complimenti

Come nella tragedia greca, sembra che le colpe dei padri ricadano sui figli. E' il destino di noi umani, quello di sentirci colpevoli di reati che non abbiamo commesso... E' la nostra civiltà? Direi inciviltà, se porta alla sofferenza degli innocenti...

Giorgio Dello2 aprile 2011

Una poesia che nasce dal cuore, da uno stato emotivo dell'autrice e la lirica non può che colpire ed esser vera poesia! Molte volte in questa società supertecnologica si esagera con "l'accanimento" scientifico, ma l'altro lato della medaglia è che se si è riusciti a diminuire la mortalità è anche grazie alla ricerca scientifica, come l'amniocentesi importante per prevenire malattie congenite in neonatologia. Talvolta le parole non sono spese dal cuore ma dettate dall'ansia di figlie e prossime madri e sono pronunciate non per colpire, ma per chiedere aiuto...

Berta Biagini10 aprile 2011

Mi sono messa nei panni dell'autrice e capisco benissimo come si possa essere sentita nel momento in cui quelle parole hanno ferito il suo cuore – è vero, in confronto a tanti tanti anni fa ciò che facciamo in certe situazioni può sembrare superfluo, ma può anche evitare i dispiaceri del domani (sempre che così si possano chiamare) – essere pronti a qualcosa, ci farà senz'altro sentire più responsabili. Un urlo tutti questi versi, un fiume in piena che non riesce a frenare la commozione, facendo uscire dal suo letto caldi lucciconi. Sentitissima.