La sola che traccia il silenzio con dita sicure
guarda
come lenta nel mondo delle favole
la luna spiove a strisce
non beve vino la luna e si fotte della bellezza
lei
la sola che traccia il silenzio con dita sicure
ad ampli cerchi
e non si domanda
lei non risponde e non si domanda
le trecce dello zingaro avvolte in bagliori
alla sua faccia sguencia
ha parole per alfabeti muti lei ma solo
per chi sa ascoltarla
lei
che non risponde e non si domanda
una scala infinita con gradini oscuri
(si raggiunge la sua pancia)
dentro al cappio
la sua ombra
ghigna
in lividi latenti coperti da guanti di simulacro
osceni e forse stinti
nascosti da quel disinganno di rosse bacche
e di nuovi sogni (fra i cespugli
fra i cespugli)
scolpiti nuovi e vecchi
negli autunni
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L'autore
malaluna
sono una maschera dietro la maschera scrivo sull'acqua: ciò che scrivo si assorbe e si cancella
Commenti (2)
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Amara2 aprile 2011
...la seconda parte... mi risulta oscura nella comprensione... ma me ne arriva un alito onirico che comunque mi cattura... così come l'intero testo...
mario calzolaro3 aprile 2011
...spunti tra l'onirico ed il surreale costituiscono, a mio avviso, soltanto una parte dell'intimo sentire dell'Autrice che "cava" dai propri interiori Universi immagini magiche che catturano il lettore per voli -senza confine e limiti- della fantasia e dell'astrazione. grande questa autrice


