Tra cielo e mare

Troppo lontano è il cielo
dall'eco dei tuoi passi
e dal susseguirsi lieve
di un tintinnar di chiavi.
Troppo lontano è il cielo
da quella mano tesa,
ormai non più bambina,
che tenera ancor s'allunga
a combaciar quel palmo.
Vicino era quel cielo
nel mezzo del tuo mare,
privilegiato dono,
l'immagine di un fuoco
tutto vestito d'oro
emergeva ai tuoi occhi.
Incendiando
così ogni confine
e brillantando l'onde,
a illuminar di bianco,
nell'incantato sguardo
la tua alba accendeva.
Non è lontano il cielo
di pescatore errante,
il mare immenso
ne continua il tratto
e le tue reti,
sol d'amore ricolme,
per sempre navigheranno
o voleranno a me.
©
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Commenti (2)
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enza fontana4 aprile 2011
bella poesia molto sentita! mi ha riportato alla mente mio padre e il suo amore x la sicilia dalla quale ha emigrato x lavoro soffrendo tantissimo. grazie x questa emozione e complimenti!
mario calzolaro4 aprile 2011
densa dio emozione questa lirica che è una dolce dedica alla figura del Padre... stupenda, molto apprezzata

