è primavera
Incido parole nude
scolpite a fuoco
sulla mia malinconia
sopravvivo alla mia solitudine
sussurrandomi un coraggio
che di me non conoscevo
piango lacrime colorate
come foglie
figlie d'albero
in una primavera che vedo fiorire
ma che non sento nascere
sulle rive del mio cuore stanco
vivo
senza tempo
senza faccia
senza musica
eppur io vivo
perché ho te dentro
perché sei il sole lontano
che scalda il freddo dei miei giorni
perché hai fatto di te il mio specchio
e ora distinguo
nel mio tardivo sguardo
ciò che ero
e ciò che oggi io sono.
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L'autore
Turan
Commenti (1)
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v
veronica de tommaso4 aprile 2011
atmosfera particolare di un cambiamento colto da poco e che non esplode improvviso ma che sboccia lento, quasi incerto, nel cuore... forse in anticipo rispetto al proprio tempo interno questo "sole" nuovo che porta il calore della primavera... poesia delicata, velata anche nell'ultima strofa, quella del risveglio, da una sottile e dolce malinconia...
