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Morte 4 aprile 2011 · lettura 2 min · 1387 letture

Il funerale di Edith

Ezio Grieco 248 poesie pubblicate
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Il rintocco funebre della campana si arrestò. I sei cavalli, con passo felpato, raggiunsero il Sagrato. Due lacchè si portarono ai lati del carro, presero la bara e lentamente, su per l'enorme scalinata, entrarono nel luogo Sacro per l'ultima benedizione. Anche il cielo era vestito a lutto, grigio e scuro fino all'orizzonte. L'urlo della mia disperazione rimase in gola, volevo gridare al Mondo che non era giusto, gridare a me stesso che non era vero. Fui solo capace di piangere. Anche il cielo si commosse. Grossi fiocchi bianchi accompagnarono il mio pianto. Un gelido torpore mi invase, come un automa, senza più energia, rimasi paralizzato per tutta l'Omelia. La campana riprese il lento rintocco, come una scudisciata, il lugubre suono, scosse il mio torpore. Mi precipitai all'esterno, attraversando la Chiesa di corsa, arrivando senza fiato fuori al Sagrato. Troppo tardi, o forse al momento giusto. In lontananza, il carro, coloratissimo da Garofani e Rose, che mille mani pietose avevano adornato, scompariva alla mia vista. Lo scenario immacolato della città coperta di bianco, il trotto elegante dei sei cavalli, il sontuoso scalpitio sulla soffice neve, impressero un ricordo indelebile nella mia adolescenza. Sei cavalli alati, in un giorno di fine Inverno, rubarono il mio Sole portandolo in alto nel cielo.
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L'autore
Ezio Grieco

....e la vita va! Scrivere e leggere è la mia passione, scrivo d'istinto mettendoci cuore, leggo di tutto, ma mai in modo superficiale; cerco di cogliere il senso dello scritto.

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Commenti (1)

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Laura Sensoli4 aprile 2011

Meravigliosa descrizione legata ad un tempo ormai passato ma mai dimenticato. Veramente intensa e di ottima scrittura, Complimenti!