La porta bianca
La porta bianca cigola,
aprendosi sul verde del cunicolo,
ove i rami ora s'intrecciano, ora si districano
nel nulla che ci assale.
Ah, quanto era felice udir quel passo
lento, incerto, sui tappeti felpato
dell'uomo che giorno e notte aveva vissuto
al mio fianco, a tiro d'un sasso.
Ora, ad ogni mio passo
è triste accorgersi del vuoto
che si fa, in questo tempo amaro,
perché camminare è vano ed amare è raro,
perché la mancanza è affogata.
Ora, ad ogni mio passo
capisco che cosa è assente, che cosa non vedo
anche se osservo ed intanto siedo,
rassegnato, davanti al cunicolo,
perché non odo più
il tuo passo.
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