Dritto sul muso
Solleticami la corda evolutiva
che sono rimasta a piedi baby
in una noiosa pianura
I cavi elettrici hanno la coda fra le gambe
la droga ha perso il suo mistero
é rimasta in mutande
Non vedo l'orizzonte
la nebbia dei doveri mi corrompe
ho leccato tutte le mie dita
ormai sono cresciuta
capisco molte cose
come dicono i nonni del paese
Ma io non sono come loro
io non voglio morire
ho bisogno di un'altra dimensione
che non sia il solito amore fotoromanzo
che poi si consuma come un pranzo
Ormai ho scoperto l'origine del mio male
e adesso che l'ho capito non so che fare
da sola con me stessa
che sono uguale agli altri
non sono diversa
Da sola con il mio corpo
che devo ancora addestrare per partire
partire dove ho sempre sognato
dove a volte ho anche osato
ma senza essere sveglia veramente
sempre con quella melma addosso che confonde
ora voglio esserlo come un gufo
e attendere il prossimo pugno forte
dritto sul muso
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Commenti (3)
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Vilma6 aprile 2011
bella! Piaciuta davvero tanto questa tua riflessione che apprezzo... se si può, mai restare nello stagno soffocante...
h
hy ju6 aprile 2011
Questa poesia è santa voglia di riprendersi la propria vita ..."che non sia il solito amore fotoromanzo"...sento ribellione, ansia crescente, sento una forza vitale che lotta per affermarsi...
m
mfm Luigi Mancini7 aprile 2011
Esageratamente sentita... Nelle mie corde tanto che potrei cantarla a voce piena. Bellissima e sentitissima... Una mela davvero saporita!
