Piero
Sfrecciano le autoblù dei potenti
e la scorta ne segnala il passaggio
con assordanti sirene.
Le automobili sono grandi e tedesche
e mangiano tutto l'asfalto.
Piero c'è l'ha l'autoblù,una Punto
degli anni novanta; ci porta la famiglia
la domenica a mangiare il gelato;
qualche volta ci porta la morosa
nelle strade di periferia, le notti senza
luna, per la polizia.
Piero lavora in una fabbrica che chiude
i battenti e per la rata ha venduto la Punto;
l'ha venduta a un clandestino che lavora
al cantiere.
Piero ce l'ha la bicicletta; la domenica va
all'osteria a farsi un bicchiere.
La morosa l'ha persa, fa l'amore poche
volte la notte al di là dell'asfalto, dietro
una siepe assieme alle carte, s'un sentiero
fuori mano che porta in campagna.
In campagna Piero c'è nato, tornerà in
bicicletta da dove era venuto.
©
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L'autore
Francesco Fabris Manini
Sono nato nell'immediato dopoguerra e la cronaca della mia vita mi vede risiedere, in tempi e circostanze diversi,in più luoghi geografici e culturali.Soprattutto il Veneto,la Toscana e la Lombardia dove attualmente risiedo.I miei studi primari sono classici (Liceo) e filosofici (Università di Firenze). Amo le mie fig
Commenti (2)
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Silvia De Angelis7 aprile 2011
La vita spesso sembra un gioco a ritroso ...si va avanti, si raggiungono degli obiettivi per poi immancabilmente tornare la punto di partenza...
Rosy Marchettini7 aprile 2011
Corsi e ricorsi della vita A volte si giunge ad una meta e poi ci si pente e si riparte da dove si è partiti Giusta osservazione Apprezzata molto

