Frastuono
Inconfondibili petali di rosa roteano sul nero di seppia,
ormai lucente ornamento di questo soffitto capovolto.
Zingari ballano la giga, in un tumultuoso inondarsi di birra e vino,
mentre scorgo la follia avvicinarsi con il suo anelito ghignoso.
Beviamo ancora in onore del dio Bacco,
per brindare a malsani cervelli ricolmi di nausea e di vomito,
oblio-dimora di un anima scarna
che nel calice della discordia cerca l'ottusità ubriaca.
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Commenti (2)
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C
Carmilla21 settembre 2006
hola molto bella questa poesia mi piace come immagine, riguardo la chat... quando è che eri entrato? io nn ti ho visto SCUSAAA stamattina sono entrata e c'era solo Silenzio, che appena gli ho detto se ne è andato... bha
R
Renzo Morganti22 settembre 2006
Parole che pesano sull'anima della gente. e a presto...