L'impotenza dei potenti
angelo cora
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Quel che non si vede, pur si sente forte,
è quel gran tremare, che scuote terra e mare
E' il chiudersi di porte, che non fan circolare
E' unico pensiero che urla nella mente, or devi scappare,
subentra in quel da fare, quell'emozion subconscia,
che fa cascar giù il mondo, da non saper che fare
Scordi ogni cammino ove transitare,
abbracci quel confine tra il vivere e la fine, che il cuore fa scoppiare
solo calcinacci, polverone ovunque che non fa respirare
Immenso prepotente, all'udito e nella mente il rumoreggiar del mare
E' quel gusto del sale, che spazza case strade, facendoti annegare
Ma ciò che più fa male è il grido di quel bimbo,
che in gioco imitava il rumore d'un motore, spento ormai da ore
Rimane un vento forte, a sbattere finestre,
a scuotere porte, aperte dalla morte
La rabbia del pianeta, che nel tremor s'inquieta,
chiede riflessione, agl'occhi dei potenti, che osservano,
impotenti, si tanta distruzione
©
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L'autore
angelo cora
sono, bianco, fantasma trasparente che s'aggira inutilmente, tra lievi ricordi e grevi sentimenti, ove esondano nel niente, sottilissimi pensieri, in onde impetuose, dal fiume della mente - Lascio comunque al cuore, il tanto ringraziare, quelle gentil persone, che pur non conoscendomi, leggono, a
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