Golem
Tentenna, oscilla e vacilla
nella penombra di luci morenti
il claudicante pensiero.
Non più terra di santi, navigatori,
poeti, eroi, né cieli vibranti sogni
e chimere, non più chiare fresche
dolci acque. No, non più.Immensa
e polverosa la nube grigia del nulla
omologa ed ingloba oggi questi nostri
tempi immemori d'antichi luminosi ieri
e compiacenti stelle.
Rimosso il dolce canto ormai sottile
d'ogni sirena, s'ode soltanto l'urlo
delle vendicatrici Erinni, e noi, miseri
golem d'un vorticoso mondo di compulsivo
affanno vivremo, come fuggendo, lungo
terreni giorni desolatamente vuoti.
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Commenti (3)
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Aldina Mastroianni9 aprile 2011
I richiami classici della tua poesia non fanno che rendere più desolante l'oggi. Potrà la poesia riscattarci?
Azar Rudif10 aprile 2011
Se non è' questo il destino dell'uomo, di sicuro è la sua condanna. Condanna che sta scrivendo con le sue mani. Versi che condivido
Antonio Biancolillo13 aprile 2011
...a noi miseri servitori e difensori di questo mondo... non ci resta che respirare affannosamente... ripensando con un senso di ribellione a quello che sarà il nostro destino di giorni vuoti che appaiono all'orizzonte... Sempre molto profondo nell'uso di metafore... Piaciuta tantissimo...

