L'arsura
Colate d'arsura mai spenta
il richiamo forte di un senso negato
tra le trine bianche di un gelido sogno
ritrovarmi nudo
agognante di notti senza ombre
mordo la solitudine che mi veste
che mi trafigge
come le lame di un sole spento
davanti al muro alto
che segna il limite del mio paradiso
e provo a scavare l'orizzonte del mio miraggio
la speranza di un fiato
consumato nel mio
silenzi che il piacere nella mia bocca
ha prosciugato
trattengo nei pensieri
l'immagine del viso tuo
come trattengo di te questa mia fame
e mi anniento
nella voglia mia d'averti.
©
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L'autore
Turan
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