Da grande farò il bambino
Cammino lungo una lunga strada e miro
una vecchia ripararsi all'ombra d'un pino,
poi mi sorride tranquilla piano piano,
e mi dona rose e gigli dalla secca mano.
Nel luccichio del suo sorriso,
scompare all'improvviso.
Così mi balena in mente la madre mia,
che ora è al paese in una lontana via.
Quanto tempo da allora è passato?
Il lavoro le memorie mi ha mangiato?
Mi starà aspettando anche ora quella donna
che è stata del mio tempio la gran colonna?
I giorni in cui giocavi con me bambino, sempre propensa
e quelli in cui combattevi divertita quella demenza,
gravoso sintomo di una crisi della mia adolescenza,
sono tutti passati, ora lavoro a una macchina che per me pensa.
Madre forse oggi tornerò da te,
allontanerò la nebbia da me,
ricorderemo insieme al padre
quella famiglia senza d'amor magre.
©
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