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Impressioni 14 aprile 2011 · lettura 1 min · 3945 letture

Esiziale bramosia

M
Moreno Tonioni 262 poesie pubblicate
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La brama s’azzangola inquieta sulla sofferta durame come rondine presso il violato nido ribelle all’ostentata parvenza che millanta serenità rifiuta l’inganno esacerbando l’assillo Come il pellicano lacera le sue carni per preservare la prole l’anima mia soffoca l’anelito per quietare l’impellenza e abbigliandosi d’impostura recita mutola la pedissequa pantomima al pubblico opinante La cupidità dilania le membra col nodoso nerbo del malfido fare provocando lo sgorgare copioso dell’illune cruore sull’infranto desio vacui occhi ustolano all’ambizione come famelici canidi che mirando la preda ne pregustano l’assoggettamento Bubbolando nella notte ad un’intorbidata luna l’anima sì carca dell’allignato patema e non ravvisando nella cervice alcun discernimento asperge d’oblio il compromesso intendimento Nell’antalgico estremo gesto l’alito vitale sbaratta l’afflizione sacrificando l’anelito per poi esaustata sbasire mano nella mano all’esiziale bramosia
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L’immagine allegata è un’opera di Ray Casear

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L'autore
Moreno Tonioni

Sono Moreno nella vita reale e never- more (assoluta negazione) quando esprimo emozioni in parole. Nato a Bologna nel settembre del 1959, vivo nelle dolciniane valli della Valsesia. Ottimo gourmet amo la buona cucina abbinata a buoni vini. Questa mia passione culinaria è stata per un importante periodo della mia vi

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Commenti (3)

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Aldo Bilato14 aprile 2011

perché hai messo la nota, dico... tanto non si capisce una fava comunque... naturalmente scherzo... a dire il vero, ho inteso più dal testo... e cioè, che sei un gran manipolatore di parole e di coscienze... per prima la tua... desiderare, vuol dire anche saper rinunciare... così la bramosia sale... sempre elegante nel tuo dire!...cià*

carla vercelli15 aprile 2011

con l'impressione di chi mi ha preceduto. Dal mio punto di vista l'uso alterno di parole del linguaggio aulico e parole di uso comune avrebbe reso la poesia più comprensibile e bella. Peccato perché il contenuto è interessante.

Annamaria Barone28 aprile 2011

Quando siamo rinchiusi o racchiusi tra le stolide mura di un ruolo, stretti nei drappi della recita mentre l'anima langue, è disperazione e dolore che accompagna il respiro, non libero, mozzato. Attenti a come ci muoviamo, a cosa diciamo, a come ridiamo. L'essenza di noi coperta dalla polvere della rassegnazione, la nostra bellezza ed unicità celata, quasi come una vergogna, quasi come un marchio d'infamia. E nascono parole così, di diperazione e rabbia che graffiano la pelle e fanno sanguinare il cuore. E forse generano quella muta che inevitabilmente porterà ad una scelta: o vivere o morire. Meravigliosa ed emozionante regala mille spunti di riflessione. perché ognuno di noi conosce quella pesantezza...