Fagotto di Sole
Stefano Sivo
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E' come un fagotto di sole
che sboccia in un diamante
quella tua smorfia
che sa di sorriso
e li sento cantare
quei silenzi
quando gli occhi
apparecchiano le federe
di sale disciolto
Areno la notte nei palmi
e vorrei che invecchiasse
col buio
sotto il pulpito
della tua scia
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L'autore
Stefano Sivo
Commenti (1)
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Calliope04 Teresa Esposito14 aprile 2011
Un sorriso forse tirato per donarlo a te... E nel mentre il silenzio ci fa scudo di non viverci... non viversi...è l'unica luce che riconosciamo nel gelo di istanti persi dentro di noi... Ci si poggia nelle notti abbottonate di dolori... riempiendo un capo chino di quelle lacrime per la mancanza di un qualcosa che si ricorda... E vorremmo che si custodisse tutto in quei palmi... per toccarli, ancora sentirne il sapore... l'odore... e sentire la voglia di addormentarsi sapendo che il buio non nasconderà mai quel suo bagliore di colei che dona amore... Un fagotto di sole pieno di calore tra le braccia... Come questa poesia che bisognerebbe custodirla tra le dita e non farla scivolare via... E' stupenda... Inchini poeta!

