Di ragni neri a colmarti gl'inguini

Ora ti siedi,
al balcone moresco
dove ti fruga con mani di satiro
il vento
che sbuffa, gonfiandoti la gonna
di colpo ti rattristi
evocando
fantasmi pietrosi.
In viaggio sul balcone intrappolato
da gerani traboccanti bocci
sempre incinti,
calma e taciturna
sospesa sulla vecchia ramblas
un tempo danzavi
in rugiada di corolle sfiorenti,
la sontuosa mantiglia
come un sudario osceno
t'avviluppava di ragni neri
a colmarti gl'inguini vogliosi.
Ti popolano ora echi
a fuggirti distratti dalle stelle a spirale
che t'invaserò l'altera faccia
per infilzarti gli occhi.
©
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L'autore
malaluna
sono una maschera dietro la maschera scrivo sull'acqua: ciò che scrivo si assorbe e si cancella
Commenti (1)
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Franca Donà astrofelia18 aprile 2011
letta e riletta ...particolare nei disegni evocati, languida, sensuale e un po' malefica . un tocco di mistero che affascina, Piaciuta molto.

