Nascosto
aspetta un altro solo istante,
assapora ancora una volta
il dolce frutto della felicità.
Non scappare davanti alle intemperie,
non evitare la pioggia,
non aver timore del fuoco,
non disprezzare la tempesta
perché io sarò lì,
lì dove tu stesso
mi hai lasciata morire, lentamente.
Guardo nell'anima
ancora una volta
le foto impolverate
del tuo funesto passaggio.
Tutto è distrutto,
tutto è compiuto,
tutto è bruciato,
tutto è diventato niente.
Non fuggire da questi segni nefasti,
ma affrontali a viso scoperto,
ma quale utopia sto chiedendo?
Tu non sei capace
di tirar fuori le unghie
e combattere,
perché tu ti sai solo nascondere
all'ombra del tuo piccolo dito.
©
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L'autore
Ilaria v
Scrivere è parte del mio essere. La mia prima poesia la scrissi in terza elementare e sono sempre stata contenta di giocare con le parole per creare immagini a mio pacimento... Non posso definirmi una poetessa perchè ho ancora tanto da imparare e devo ancora crescere.....
Commenti (1)
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alessio carlini19 aprile 2011
rabbia, amarezza e distacco ...l'immagine di quel dito puntato e la riflessione che il contenuto pone, apre diverse riflessioni e chiavi di lettura... ma vale poi la pena di avvelenarsi il sangue per tali situazioni? ...lirica piaciuta specie per il carattere
