Fanciulla della soffitta

Quegli occhi gialli fissi sul mio ventre
Ricchi di sensi di colpa
Mi congelavano il cuore.
Qui, dove una notte
Ho imparato a conoscerli.
Provavo strettamente paura
Le pupille erano sospese nel niente
piene di sentimenti vivi
ma appartenenti a qualcosa di già morto.
Vivida la stranezza del mio inconscio,
amara la verità che a volte scopro di celare.
Non sento di te,
sento di me.
Erano il triste ricordo
Che riflettevano nello specchio del passato.
Occhi gialli,
come giallo è il colore della mia anima.
Flebili nell'aria
Nella casa che per anni
mi ha vista crescere
ed oggi sta vedendo cosa sono diventata.
Non rimproverate me,
ho sette vite
della prima siete rimasti solo voi.
Non è morta la fanciulla della soffitta
È ancora qui
Che plagia i vetri dei miei occhi.
Non dannatevi in guerra
Se voglio vedere ancora il sole battere,
astratto e forestiero
che vigile cammina,
presto troverà casa.
©
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