Un opera incompiuta
Tra nenie d'antichi venti
tra ricordi distorti
tra discese e gracili tormenti
come figlio indegno
di un Dio qualunque
io scrivo
lascio che sia il verso
a parlarti di me
di ciò che per te io sento
lascio alle assonanze e al tempo la parola
scriverò lenzuola di fogli sparsi
li lascerò volare
che si disperdano
oltre le pareti spigolose
oltre il gelo siderale
delle mie stanze vuote
chissà che una pagina non giunga
ove l'occhio tuo si posa
mentre continuo ad espiar con la vita
il mio esserti silenzioso amante
poeta di un opera incompiuta
che il non averti ha fatto di me
e di questa mia esistenza.
©
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L'autore
Turan
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