Nei buchi superficiali di pochi occhi
crescendo imparo il falso
restringere il cerchio
e il passo breve
per stare comodo
ho il controllo del tempo
le mani in pasto
e il sangue caldo senza brivido
ma coloro capelli d'argento
e giudico un vino
il parcheggio sbagliato del vicino
cammino in costante equilibrio
deciso nel volere perderlo
il passato prossimo
e sono l'ombra passeggera
di questa sera
volubile come la luce che la genera
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