L'amore
Generarono lo scorpione e il serpente
gli arcani labirinti della ragione...
speranza, timore e amarezza,
il pane e il sale ...
Un arcano indefinito di pioggia, vento e sole
inflessibile misura il tempo, di forme, ombre e sogni.
Lasciò che la notte attendesse
quella luce che le doveva il mattino,
là... dove brucia l'illusoria aurora.
Lasciò il fiume cadere e disperdersi nel mare,
i nostri passi formare sentieri
e dileguarsi nelle orbite delle stelle,
come la veglia nel sonno scivola languida.
Ci insegnò a guardare la Luna,
sussurrò la parola Poesia
quando ancora al cielo
i nostri occhi appena schiusi guardavano.
Slegò le ali al vento... lasciò che mille soli
ci avvolgessero con dolci incanti,
Lui... quell'Amore... che vivo, scruto ...
che tra polvere e affanni... ascolto.
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Commenti (2)
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Paolo Eroli19 aprile 2011
Versi che vanno interpretati e sciolti... rivelano sentimenti veri che tracciano sentieri... poesia molto bella!
Maria Grazia Vai19 aprile 2011
Ci sono poesie che si leggono e si conservano... e poi ci sono quelle che si leggono, e poi, si leggono ancora, e ancora e ancora. Come questa che chiamar Poesia è riduttivo, che chiamare Amore è troppo poco... Come questa poesia d'Amore che si intitola ed è " l'Amore"...


