Stazioni
Alessandro Labriola
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Parigi è la prossima,
io dovrò solo tornarmene a casa;
e lo stesso vagone porta quei ricchi a Venezia.
Il paradosso della stazione:
ora più che solitaria
abisso di pece ai margini
che la ruggine fa ancor più preziosa!
escono d'ogni dove sagome scure
ancora scolpite dai viaggiatori
- Oh Fantasmi incipriati, vecchi "frak"!
ripiegate le valigie color delle ossa:
ancora viaggiate;
sigarette spente tutte in fila (un cimitero atroce!)
Avanti e indietro senza requie
per chissà quale Capolinea.
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L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (2)
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mario calzolaro23 aprile 2011
mi complimento per questo componimento poetico che, tra glia ltri meriti, ha quello di una rilevante originalità.Prova di bravura
Elide Fumagalli25 aprile 2011
Il viaggio è sempre un oltre che ci chiama altrove, non per chi mentre viaggia non gurda che le proprie scarpe ritornando in luoghi che ancora non ha ascoltato


