Le Età

Apri gli occhi
un giorno, al mondo
quale frutto d’un amore,
affacciandoti al proscenio
per iniziare un gioco.
Essere...,
puro d'ogni malizia
vuoto d'ogni esperienza
nudo d’ogni certezza,
avanzi nella vita
incontro al tuo futuro.
Dentro l'infanzia cresci
riconoscendo lento
la selva da esplorare.
Si fa più emozionante
quando la verde età
inquieta e travolgente
ti porta alla scoperta
di pulsioni e sogni.
Guardi verso l'altro
con sussulti al cuore
quasi che il transitare
sia da condividere
e t'affianchi a lui
per spartirne il passo.
Si fa poi,
più placido l’andare
quando sei un po' maturo
e ti sei stabilizzato
tra la prole ed il focolare.
Ti scopri il mondo in mano
in un viale a passeggiare
con i sogni da inventare
e un compagno per realizzare.
Pare eterno, il tempo dato
sembri quasi onnipotente
non ti sfiora da lontano
d'esser solo di passaggio.
Poi s'incrinan le certezze
con la quotidianità
fatta apposta su misura
per portar disillusioni
perché spesso la vita segna
lascia tracce e cicatrici
che il tempo non lenisce.
E si insinua dentro il cuore
l’ora dei ripensamenti
cerchi il senso dei tuoi passi
ed emergono i rimpianti
delle incompiute mete
e occasioni perse
che non hai portato a fine
cerchi spesso le ragioni.
Ed in fin diventi un peso
perso nell'anonimato
e per darti un po' di tono
per sentirti ancor qualcuno
ti ritrovi a ricercare
la magagna da curare.
Quando il giorno poi declina
ti ritrovi a meditare
e non puoi che definir
quanto sia, cinico e baro
questo gioco della vita.
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Commenti (2)
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mario calzolaro22 aprile 2011
attenta e acuta analisi esistenziale... infinitamente apprezzata
Franca Donà astrofelia22 aprile 2011
un'analisi un po' amara del percorso della nostra vita eppure è proprio così...


