Fuga dal recinto
Dimmi, dove andrai ora che il maestrale
ci rimena nel recinto? La crepa
s'è richiusa e s'impaluda la frale
nostra speranza. Vedi che s'assiepano
sterpaglie e serpi al di qua della rete.
Ora la nostra salvezza si chiama
squarcio, strappo. Ci vorrebbe un fuoco
per aprire un varco. Forse una lama
dove l'infittirsi si fa più fioco.
Fuggi, se t'è possibile di nuovo,
corri ove l'abisso si fa meno orrido.
Lì, oltre l'esistere soffi di vita
ti spingeranno al futuro. La trita
acredine men dura qui nel covo.
Un giorno si farà forse il miracolo
e godrò anch'io dell'ondata di vento
che ti spinge alla vita. La canicola
cadrà, e ci riunirà forse il portento.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!