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Riflessioni 26 aprile 2011 · lettura 1 min · 4687 letture

Le spighe selvatiche

Amara 795 poesie pubblicate
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ci sono spighe verdi che non danno grano e vivono selvatiche ai bordi delle strade sfamandosi di poca terra e sole corteggiano i papaveri e se ne stanno sempre a ciondolare tra l'erba non danno grano ma quando le infilavo circospetta sotto l'orlo dei pantaloni di mio nonno gli risalivano la gamba mentre lui giocava a non accorgersene poi faceva finta di scoprirlo sgranando sorpresi nei miei i suoi begli occhi grigi e ridevamo come matti matti felici...
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L'autore
Amara

Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.

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Commenti (6)

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malaluna26 aprile 2011

"corteggiano i papaveri"...ne immagino gli inchini, mentre con i loro ruvidi steli inseguono amori vegetali... quanti ricordi mi hai risvegliato di me bambina, in campagna a correre con i miei cani, Da noi in Toscana si chiamano forasacchi, quelle spighe curiose che s'intrufolano da ogni parte... questa è la vera Poesia, quella che ti parla con i ricordi più fragili eppure più persistenti...

Un'altra splendida metafora a frugare l'anima, e rivoltata la terra dalla zolla sorgono mille domande a cui ognuno cercherà le risposte. Unica la capacità dell'autrice di spremere da una singola immagine l'essenza, goccia a goccia, e questa riflessione colta da un ricordo d'infanzia ne è l'ennesima conferma. Spero di poter ridere anch'io dei forasacchi sulle gambe.

mario calzolaro26 aprile 2011

delicatamente stupenda questa lirica che rimanda ad un innocente ed amorevole gioco dell'infanzia... tenerezza infinita!

Gesuino Curreli26 aprile 2011

La spiga ha il dolce canto dell'infanzia e leggo nei tuoi versi la preghiera di bimba che trasecola e s'incanta al gioco dei più grandi... e mi rallegra il verso che componi con abile maestria, sapendoti maestra (per l'appunto!) di un'altra voce che non è la mia. Peraltro suona come una conferma che la poesia prescinda dal linguaggio e si nasconda dentro l'atmosfera che si riempie di senso e di messaggio ben oltre l'espressione e la parola. Ma tu sei una poetessa d'alta scuola e te lo dico senza falso incenso, con debito modesto portamento di chi con la poesia si nutre e vola. E' dolce il bordo di erbe sulla strada, e sento il luminoso e colorito maggio che presta fronde al mai finito amore degli uccelli per contrade! !

Azar Rudif27 aprile 2011

Poesia che rammenta come bastava poco, un tempo, per divertirsi!

l
lazzarini gabriele7 maggio 2011

la felicità sta nelle cose semplici ed è la mancanza di "certi" gesti affettuosi che ci manca veramente! stupenda!