Le spighe selvatiche

Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.
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"corteggiano i papaveri"...ne immagino gli inchini, mentre con i loro ruvidi steli inseguono amori vegetali... quanti ricordi mi hai risvegliato di me bambina, in campagna a correre con i miei cani, Da noi in Toscana si chiamano forasacchi, quelle spighe curiose che s'intrufolano da ogni parte... questa è la vera Poesia, quella che ti parla con i ricordi più fragili eppure più persistenti...
Un'altra splendida metafora a frugare l'anima, e rivoltata la terra dalla zolla sorgono mille domande a cui ognuno cercherà le risposte. Unica la capacità dell'autrice di spremere da una singola immagine l'essenza, goccia a goccia, e questa riflessione colta da un ricordo d'infanzia ne è l'ennesima conferma. Spero di poter ridere anch'io dei forasacchi sulle gambe.
delicatamente stupenda questa lirica che rimanda ad un innocente ed amorevole gioco dell'infanzia... tenerezza infinita!
La spiga ha il dolce canto dell'infanzia e leggo nei tuoi versi la preghiera di bimba che trasecola e s'incanta al gioco dei più grandi... e mi rallegra il verso che componi con abile maestria, sapendoti maestra (per l'appunto!) di un'altra voce che non è la mia. Peraltro suona come una conferma che la poesia prescinda dal linguaggio e si nasconda dentro l'atmosfera che si riempie di senso e di messaggio ben oltre l'espressione e la parola. Ma tu sei una poetessa d'alta scuola e te lo dico senza falso incenso, con debito modesto portamento di chi con la poesia si nutre e vola. E' dolce il bordo di erbe sulla strada, e sento il luminoso e colorito maggio che presta fronde al mai finito amore degli uccelli per contrade! !
Poesia che rammenta come bastava poco, un tempo, per divertirsi!
la felicità sta nelle cose semplici ed è la mancanza di "certi" gesti affettuosi che ci manca veramente! stupenda!





