Un cappello d'aria
Francesco Giardina
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quasi se nuvola fossi
aria darei
ai giusti e alle ombre
accarezzerei
senza peso
le facce
del destino
ne colorerei d'argento
le frasi
come lo sono
i nasri d'amore
dei vecchietti
quando giovani e ubriachi
fanno dei saggi
eterni innamorati
soffierei di baci
tra i boschi senza foglie
innevati solo dalle cicche
e dalle ceneri
della guerra malandrina
e per i prepotenti sarei
selvaggio e uragano
che tutto spazza
e nulla vuole
rinsavirei di pace
sull'afa che opprime
e annaspa l'anime sorde
e quelle sordide dei vili
le lascerei cadere
in mezzo al mare
e tornerei sempre da te
-dolore-
per spettinarti i capelli buoni
di chi ti soffre accanto
senza dirti mai parola
per farli ridere di niente
-una volta tanto-
con una ciocca di trine in mano
e il mio cappello di poesie
lanciato
come seme al vento
e in verde speranza
colorerei di nozze
il respiro del mondo
nel fiato che diventa
l'anima mia
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L'autore
Francesco Giardina
Vivo a Palermo... ma in fondo quando scrivi non sei mai in nessun posto..
Commenti (1)
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w
writers27 aprile 2011
...e tanto di cappello a questa poesia che soffia di tenerezza su chi soffre magari per un amore fallito o ancor peggio per una malattia. belli i primi tre versi. la chiusa brilla di poesia. esemplare esecuzione.
