E poi... ancora
Di giorno si è preda dell’aquila
di notte chi caccia è l’allocco
pur memore del male di prima
subisci ogni volta l’attacco.
Lui spiffera tra le tue vene
poi naviga sopra il tuo sangue
non ha nessun freno o catene
e nell’anima, intenso s’infrange.
Di seta sottile è il suo refe
con l’inganno la cruna attraversa
gli strappi passati imbastisce
ogni volta con trama diversa.
Poi, scorrendo tra mille suture,
rinnovato nel cuore ricresce
reprimendo i suoi pianti e il rancore,
come un fiore che tra pietre rinasce.
Con lo sputo le sue spore fionda,
alitando il profumo che investe
rutilante, come fa sempre l’onda,
che con carezze denuda e con schiaffi riveste.
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Commenti (1)
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Giovanni6227 aprile 2011
Un capolavoro di poesia una splendida descrizione di quanto sia ostinato l'amore che nonostante bruciature e sconfitte sempre è pronto per rinnovarsi come la natura a primavera. Una splendida poesia.
