Cavallo a dondolo
Corpi accartocciati,
l'un l'altro presi,
rivivendo palpitanti passioni,
credute perdute,
nella memoria andate,
per trent'anni silenti.
Le mani, con le mani,
accarezzavano angoli remoti,
ed era tutto un nuovo scoprire.
Le labbra dischiuse, ansimanti,
imploravano il perdono
degli dei dell'amore,
per le nostre giovanili complicità
Gli occhi negli occhi,
scrutando nel fondo dell'iride
vedevano il film della nostra vita,
iniziato ma mai programmato.
Attraversasti l'adolescenza,
con me che ero,
e forse sono tuttora,
il tuo giocattolo
preferito, rubato,
vigliaccamente abbandonato.
Un oggetto trillò maledetto,
sparisti in un baleno
lasciando, come nave,
scia profumata
della tua pelle d'avorio.
La rivedrò?
chissà!
Il suo cavallo a dondolo,
aspetterà sempre e per sempre
la sua dolce, agognata,
acerba, sognata,
cattiva bambina
©
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Commenti (1)
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mario calzolaro28 aprile 2011
bella davvero. Significativa lirica di un autore ricco di poenziale e capace di notevoli suggestioni
