Clessidra
Federico Montanari
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Il mio fiore di luce non riesce a schiudersi
per infondersi carezzevole nelle vie.
Sono stato costruito al freddo
per bere il vino delle rose.
Sono clessidra, di farfalle nello stomaco,
un'incapace capacità d'affetto
che si chiede come prendere corpo tra le sottigliezze.
Devo scrivere i versi più belli del mondo
per far capire che non posso avere passo
fuori dalla saggia e matrigna dolcezza?
Cucire i giorni e scrivere pagine,
come balconi shakespeariani
Sempre illuminando la luce,
Sempre, col mio cuore di bosco.
Io che disegno fiori sulla forca
in ogni riga
con malinconie supportate dalla loro dolcezza.
Io, che sono solo clessidra
di farfalle nello stomaco.
©
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L'autore
Federico Montanari
Sono nato nel dicembre 83' anticipando di 3 mesi. 2 mesi d'incubatrice in pericolo di vita fanno dire alla psicologia che in me l'ombra della morte è più allungata nelle percezioni, o che la mia sensibilità o istinto di vita ne siano profondamente spronati. Alla laurea in filosofia e con studi di psicologia, la mia vis
Commenti (1)
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Arcangelo Galante12 febbraio 2012
Una metaforica "Clessidra" dove il pathos del sensibile poeta, si affaccia in ogni singolo passaggio, per trasmettere sensazioni di smarrimento, di vuoto e di realizzazione di ciascun recondito "bisogno", allo scopo di confinarsi in quell'inafferabile tempo scandito da un'anima tormentata, che, a forma di clessidra, è divenuta un contenitore di ogni sua emozione. Una pubblicazione straordinaria e veramente splendida.

