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Natura 4 maggio 2011 · lettura 2 min · 2204 letture

Inquinamento

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filiberto 205 poesie pubblicate
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Cos'è questo rumore ricorrente? Il sibilo del vento tra le fronde? O tra gli scogli gli urli delle onde che vengono dal mare di ponente? Tra quali scogli può ululare il vento? E' solo una colata di cemento. E questo mormorio persistente? Il chiacchierio di acque trasparenti? Il lento andar di carri cigolanti? Il fischiettare incerto d'un passante? Lì, sotto il ponte scorre senza posa nauseante l'acqua limacciosa. E questo odore? Viene da un balcone? Son profumati fiori di giardino? La resinosa linfa di quel pino? Garofani corruschi di acquazzone? La provenienza non è sì felice è solamente odore di vernice. E questo borbottio sempre uguale? Sono le richieste vane d'un pezzente, gatti innamorati oppure gente in fila indiana dietro un funerale? Son lamentele manifestazione lotta contro la cassa integrazione. E quel pennacchio rosa a Borgo Bovio? È una nuvoletta sul tramonto? Un aquilone che rigira in tondo? O fersa del castagno sul declivio? E' la polvere ruggine squallore che viene su dall'inceneritore. Cos'è questo trambusto eccezionale e questo sferragliare tutto intorno? E' il sordo rintronar d'un altoforno simbol perenne di città industriale.
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L'autore
filiberto

Sono nato nel 1949 in un piccolo borgo in provincia di Rieti e, dopo varie peregrinazioni in tutta Italia, ora risiedo in Molise. Mi piace leggere di tutto e scrivere sia in versi liberi e sciolti, sia in rima, ma in questo secondo caso non mi sento eccessivamente vincolato dalle regole della metrica che interpreto,

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Commenti (5)

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Emanuele Martina4 maggio 2011

molto bella, scritta in modo originale ed efficace, complimenti, molto piaciuta

Silvia De Angelis4 maggio 2011

Immagini del contorno "inuquinante" che vibra nelle sue varie manifestazioni, togliendo il fascino ai "rumori" della natura, divenuti del tutto inesistenti... per l'arroganza dell'uomo nel suo malsano decisionale Lirica molto piaciuta

Garbofania5 maggio 2011

Odore di cemento, vernici e smalti che appestano l'aria, cantieri dappertutto, natura violentata e posseduta da un vorace mostro che non comprende di essersi incamminato verso l'autodistruzione. Per me è sofferenza fortissima ... Difendo a spada tratta la natura ma sono come Donchisciotte ... Complimenti per... tutto!

C

ben descritto l'inquinamento delle città industriali, hai dimenticato quello acustico, non meno pericoloso dell'altro, complimenti, notevole poesia

Berta Biagini9 maggio 2011

E' difficile accettare che tutto questo faccia parte della natura – eppure se non prendiamo un rimedio tutto ciò diventerà il nostro pane, purtroppo!.