La cattiveria
Perdersi, stanco e
spaesato, tra le guglie
appuntite di mille
sguardi inferociti e
disprezzanti...
sentirsi piccolo e
indifeso di fronte
alla maestosità
vuota di tanti esseri
inesistenti, che con
la loro cattiveria
uccidono l'animo
vivo e sensibile
di tante persone
giuste e sincere.
Indifferente... porgo uno
sguardo sfuggevole
a tanta morente
natura, pensando
a quanta cattiveria
si è radicata nell'animo
umano, nel corso
dei secoli...
emerge senza limiti,
ferendo e uccidendo
chiunque incontra,
con il suo impenetrabile
sguardo affilatissimo e
pronto a colpire.
©
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Commenti (1)
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C
Carmilla29 settembre 2006
Mi piace molto questa tua poesia, l'animo unmano è pieno di cattiveria ma ci sono anche tante stelle che brillano.