Moralità
Giovanni Facchetti
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Vecchia parola caduta in disuso
che il potente mai ha sopportato
lui preferisce il vocabolo "abuso"
sempre nel nome di chi l'ha votato
ci son gli sfigati che han perso il lavoro
e c'è chi festeggia a base di sesso
s'aggrappan i poveri a un po' di decoro
s'inebria la corte del proprio successo,
tutto è permesso nel segno del fare
le nostre leggi diventano scoglio
e se qualcuno comincia a rubare
è sempre nei giudici che c'è l'imbroglio.
E se un terremoto fa danni immani
c'è chi se la ride perché prende l'appalto
e mentre a scavar c'è chi usa le mani
i sogni del cinico volano in alto,
e nella storia del tempo presente
c'è chi coi figli si spartisce l'Italia
mentre a soffrire c'è sempre più gente
c'è chi le cazzate le spara a mitraglia
"il nostro paese sta meglio degli altri"
ma il debito pubblico è senza controllo
e quelli al potere, sempre più scaltri
ai soliti poveri ben tirano il collo,
e ti vengon a dir che per migliorare,
e pare una cosa che non si discute,
quello che serve è il nucleare
ma chi se ne frega della salute
quello che importa sono gli affari
quel che si guarda è solo il mercato
quante belle mazzette da miliardari
pazienza se il conto può esser salato.
Pare impossibil che nessuno si accorga
che sempre il ricco pensa a se stesso
e se tu vuoi che il paese risorga
apri quegli occhi o finiamo nel cesso.
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Giovanni Facchetti
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