Clandestino
Giovanni Chianese
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Lascio il mio popolo,
ma nel cuore resta.
Migra la mia anima
in una terra senza meta.
Vago per il nulla,
ma meglio del niente.
Soffre il mio corpo
ma di fame non perisce.
Mi nutro di dolore,
muoio di nostalgia,
e la fantasia mi fa gioire.
Guardo all'orizzonte,
e di nuovo sorge sole,
vivo di speranza
e non demordo il fato.
So soltanto che ora io
sono solo col Dio mio
e son sicuro che
non morirò nel canile
o nel cartone
di un alacre consumismo.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Giovanni Chianese
Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na
Commenti (1)
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Lina Sirianni14 maggio 2011
Per la condizione in cui vivono alcune persone tutto è meglio pur di non continuare a vivere nella loro terra... Versi che sento molto

