L'invisibile cura
da sola come allora
ritrovo l'invisibile cura
avvolgo i piedi gambe e braccia
avvolgo la mia pancia così aperta
perché la notte passa e se mi vede
cederanno i soffitti
a strati sciolti
giù per quelle dure scale
nelle tue mani false al miele
nella casa piena di rabbia e paura
che ancora risuona
era poltrona stretta
e sguardi brutti
passo svelto
tempo poco
strappare la luce alla carne
strappare la carne al corpo
solo uno schermo
allegro ma non tanto
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Commenti (2)
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hy ju16 maggio 2011
Il linguaggio d'un esorcismo rituale. La cura segreta d'una fatucchiera disperata. False mani guantate di miele, che sono di vero fiele. Esasperanti sguardi brutti, che vedono brutto anche dov'è bello. Lo so, lo sento: la cura, stà volta, ... funzionerà.
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mfm Luigi Mancini16 maggio 2011
C'è molto dentro, leggo desolazione e sconforto, rabbia e rassegnazione. Ma ti conosco poetessa e hai le ali ideali per sfondare tutto ciò...! MagniFICA!