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Fantasia 17 maggio 2011 · lettura 2 min · 1316 letture

Dialogo con il Cristo alle soglie d'una Apocalisse al contrario

Michele Tropiano 139 poesie pubblicate
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Lo vedi il Male che incurva furente la schiena di dio impotente di fronte a se stesso come uno specchio bifronte che non esiste nemmeno, una divinità che si inginocchia alla propria scellerata creazione davvero non s'era mai vista nemmeno ai tempi di Giove e Saturno e i suoi anelli e le collane delle vecchie signore che invocano un nume sconfitto dalla sua ombra che fugge lesta e svelta alle sue spalle. Lo vedi gesù cos'hai combinato? hai tramutato acqua in vino camminando sull'acque in tempesta e hai frignato invano quel giorno mentre la Morte stava per portarti via lontano lungo una strada che porta forse nel nulla più oscuro, hai parabolato a lungo al muro che avrebbe sicuro ascoltato di più dei tuoi dodici santi scagnozzi e della gente che ti attorniava incuriosita dalle tue stregonerie. Figlio degenere la prova del sangue non l'hai superata sei morto e risorto ma solo dopo tre giorni e tua padre dall'alto chissà cosa pensava: ora è in ginocchio davanti a noi che siamo solo poveri mortali, lui che era un re talmente potente che per regnare sul mondo non aveva nemmeno bisogno d'esistere.
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Non è mia intenzione offendere o denigrare la fede di alcuno, questo componimento è solo frutto delle mie posizioni ateistiche. Nell'immagine: un quadro di Zdzislaw Beksinski

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Commenti (3)

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M
Moreno Tonioni17 maggio 2011

L'immagine a corredo di questa lirica è ottima scelta come la gentile musica, scelta eccellente del Tropiano. Ho letto e riletto più volte questa riflessione pubblicata in fantasia, rimanendone affascinato e ammaliato. Michele sottolinea con apparente cinismo un accadere di allora visto con l'evoluzione d'oggi... ripeto apparente cinismo, poiché ritengo questo narrato un'ottima e condivisa riflessione sulla miseratezza del nostro impoverito sentire. Il Tropiano con squisita e eccelsa proprietà di linguaggio tesse una colorata tela, madida del salino che sgorga dalla finalmente liberata emozionalità. Questo giovane e pregevole autore cresce e muta acquistando spessore dal suo "liberarsi dentro".

Duilio Martino17 maggio 2011

perfettamente con Moreno... credo che il cinismo esasperato padrone assoluto dei versi... marchi indiscutibilmente la miseria del sentire umano. BELLISSIMI VERSI RAFFINATISSIMI E BEN STRUTTURATI! M'INCHINO!

Unica forzatura riscontrata, l'uso dei termini ' di fronte ' e 'bifronte', che trovo troppo vicini . La tua scelta comunque non credo sia casuale. In quanto al tema, comprendo che non fosse uno tra i più facile e apprezzo come lo hai affrontato.