Se fossi
Giovanni Facchetti
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Foss' io la luna dal candido pallor
che a cuori innamorati sa donar calor
celerei tre quarti del luminoso viso
in modo da sembrar benevolo sorriso
che duraturo nelle notti scure, insiste
per consolar un animo solitario e triste,
se fossi il vento che impetuoso corre
e su nel cielo chi vuol migrar soccorre
trasporterei la dolce, ormai silente voce
di colui che in terra riposa con la croce
per ricondurla a chi straziato dal dolore
mitigherà la pena per il perduto amore,
se fossi fuoco che il mondo sa scaldar
o inarrestabil, boschi e città bruciar
penetrerei nell'alma di chi calor non ha,
di chi persona o cosa, amare mai non sa
per dare un senso a 'si squallida vita
che, senza passion è fragile e smarrita,
se fossi l'acqua che limpida disseta
e nell'oceano immenso a volte inquieta,
mare di lacrime vorrei io diventare
e questo sale ai potenti poi donare
e farli pentir di mai aver guardato
dalla parte di chi sempre è disagiato,
se infin fossi la terra che dura calpestiamo
sotterrerei il danaro che fin troppo amiamo
e forse nascerebbe la pianta del buon senso
e noi che siam puntini persi nell'immenso
ribalteremmo certo la scala dei valori
e in cima non sarà il potere e i suoi squallori
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L'autore
Giovanni Facchetti
Commenti (1)
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Azar Rudif18 maggio 2011
Poeticamente apprezzata, ma molto interessante la sequenza alchemica del "se fossi" e sulle quali troneggia il "foss'io" della prima strofa.

