Come grondaia a pioggia
Maurizio Melandri
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Come grondaia a pioggia
lo scivolar dei tuoi occhi
sull'appannato vetro del tempo.
Ci trovammo incatenati
due sponde distanti
l'acqua intorno corrugava appena
raggelante e immota.
Tu evanescente
un ghiacciolo in lontananza
l'ombra smarriva sull'alta fronte
il sapore amaro del tuo sopracciglio severo.
Cantano ancora dentro me i ricordi
come fanciulli in chiesa
voci smorzate
accordate al minuscolo tintinnio
d'un cristallino diapason.
Poi venne l'alba
dal sapore di bocca speziata
sorrisi e sguardi
portati a spalla dal mugghio del mare.
Io sprofondato
negli abissi dell'anima
ho sacrificato l'ultima penna
al dio pagano delle correnti cosmiche.
©
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L'autore
Maurizio Melandri
Si può definire quello che si é usando parole più o meno appropriate, termini anagrafici e sociali che tratteggino il proprio inserimento in questa società od il malessere di viverci... Poi c'è un modo più sottile e veritiero di descrivere quello che si é ed è rappresentato dal proprio mondo interiore, dalla prop
Commenti (1)
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h
hy ju18 maggio 2011
Dolorosi ricordi. Una passione travolgente che non si placa e lascia cicatrici, lente a scomparire... forse non se ne andranno. Il ricordo di un incontro, di un legame profondo, il risentire quelle emozioni... che forse rimarranno...
