Lunga pausa in PT
E intanto vagheggio
accanto all'amaranto livido.
Spighe rade, sensuali o deluse,
non è dolore il commiato dell'estate,
lo si vede nel portamento.
Non posso disilludermi
guardando la tua parodia
oppure offenderti con la mia furia.
E' tempo che l'etra si spogli
dell'olezzo di una parentesi assonnata.
Perché dolersi è precluso
per il tempo corroso.
Vorrei allora
stringere qualcosa,
un fado,
un foglio strappato,
una tua lirica.
Ma è sproposito,
come il mostrare le mie orme percorrere
la sabbia.
E leggere il tuo sguardo
nella pancia madreperlata delle conchiglie.
Per rivelare se ancora
sei passato su quella spiaggia
o se mai
hai udito il mio silenzio.
©
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
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