Cielo
angelo cora
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Di quanta piccolezza,
scorgo l'umano zelo,
innanzi a tanto cielo
In spazi fondi oscuri,
di stelle il sol brillare,
pianeti inesplorati nel nulla, roteare,
sconosciute mondi, un lento veleggiare
Ampiezza di tormento,
che quasi un po' spaventa
Solo lo sguardo, osservando,
in riflessione attenta,
par essere contento
L' animo si perde, nel gusto, nel piacere,
del tanto assaporare, l'ignoto celestiale
Se sol volesse l'uomo, fermarsi un solo istante,
spegnendo i propri sogni, l'infinito osservare,
capirebbe la carenza dell'esser poco o niente,
in quel Tanto, ch' appare
Perirebbe, la febbre del volere,
il tutto possedere,
e forse, il gusto d' ammazzare,
il simile o l'eguale
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L'autore
angelo cora
sono, bianco, fantasma trasparente che s'aggira inutilmente, tra lievi ricordi e grevi sentimenti, ove esondano nel niente, sottilissimi pensieri, in onde impetuose, dal fiume della mente - Lascio comunque al cuore, il tanto ringraziare, quelle gentil persone, che pur non conoscendomi, leggono, a
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