Romanzo popolare
Carlo Fracassi
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Ricordo quel tempo
quando andiedi
da Orbassano a Grugliasco,
me la feci tutta a piedi
con in testa un lurido basco
e in mano un fiasco de vin.
Ricordo che mia moglie
era gravida,
eppur con le doglie
giunse da sola ed impavida
fin all'ospedal
de Turin.
Un giorno la persi di vista,
se n'era andata col Mario,
una specie d'artista che
sul naso teneva un paio d'occhiali
e al mercato degli animali,
da finto orbo suonava il violin.
Ce lo giuro Signor Commissario!
Io, non ho colpa di sorta,
quella notte leggevo il breviario,
non sapevo che lei era morta
per le botte che il Mario
ci dava da sera fino al mattin.
Che volete Signor Commissario,
di padre genovese son io,
mia madre è al tubercolosario
e ogni giorno prego il mio dio...
L'ha di certo accoppata il buon Mario
e di tutto il resto mi sbatto il belin!
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L'autore
Carlo Fracassi
Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico. Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa. Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere
Commenti (1)
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Azar Rudif25 maggio 2011
beh, almeno il Mario era un buon uomo nei versi finali. C'è una giustizia, popolare, ma c'è. Grande sottofondo musicale

