Non rimproverarmi
Non rimproverarmi
o padre da lassù,
ove tu mi guardi con gli occhi delle stelle
e mi parli
con la bocca della luna.
Io vedo lo stesso tuo cielo
ti abbraccio, ti cerco
nelle pieghe dei ricordi,
ti guardo nelle foto ingiallite,
ti rivedo nei campi,
nei tuoi vestiti
imbrattati e bagnati di sudore.
Tu mi aspetti
ogni volta con trepidazione
ed io corro.
Corro contro il tempo e lo spazio,
corro ad allungare le mie deboli braccia,
ad appoggiare
lievemente la mano
sul freddo marmo.
Mi fermo per un solo istante...
...ti guardo e tu mi parli.
Abbasso gli occhi
quasi a vergognarmi
di averti abbandonato,
mi tremano le mani,
ricaccio con fatica
singulti indesiderati.
Vorrei parlarti anch'io, o padre,
a sillabare almeno una parola.
Ma rimango muta
e silenziosa,
quasi incapace
a cercare una sola sillaba
che possa rompere il silenzio.
Avrei voluto averti ancora un po' vicino
per confessarti
le mie debolezze,
le mie fragilità,
i miei pensieri proibiti,
avrei voluto ancora una volta
sentire i racconti tuoi di un tempo.
Ora tu, da lassù,
tu che puoi
apprestati
a stemperare
i miei affanni,
a consolare la mia anima,
ad ascoltare il mio sconforto
a custodire i miei segreti.
Veglia su di me,
non lasciare
che io mi perda
in questi momenti
nell'oceano della solitudine.
©
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