Una bolla invulnerabile di sapienza
Marco Canonico Baca8175
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I tentacoli dei palmi
non sostengono un viso mancante
e dall'assenza sono sconcertate
ma comunque si tendono a calice
non aureo
ma d'urina e sangue
omogenei in un fervente arancione
che riconduce a un crepuscolo
per chi non riesce più
a coricare i giorni
su quiete puerile
a chi non cede una fluida voliera salata
per non essere esente dalla dolenza.
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L'autore
Marco Canonico Baca8175
Sono nato esisto ancora e riesco a pensare in un'ellisse verde e muschiosa. fatto di astrazioni voglio essere vissuto senza limiti di raziocinio. Non toccarmi respirami!
Commenti (2)
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Amara25 maggio 2011
...ho una sensazione di pacata visceralità... mi piace molto... come sempre... ma nei primi quattro versi non mi torna qualcosa... (forse solo a me...)
Antonella Borghini Anto Bee25 maggio 2011
... forse lo "sconcertate" si riferisce alle mani, prima intese "palmi". Piaciuta come sempre.


